Le sorgenti del Fiume

Un paio di settimane fa sono stata alle sorgenti del Fiume Secchia a vedere dove nasce il fiume che poi affluirà nel Po.

In questi giorni ho anche guardato con piacere i documentari di Alessandro Scillitani in cui Paolo Rumiz scende lungo il Po dal Piemonte fino alla sua foce. In uno di questi documentari Rumiz afferma che ha compreso il significato del fiume nel momento in cui lo ha visto donarsi al mare e scomparire in esso. E’ nel donarsi che conosceremo il vero significato della nostra esistenza? Si tratta di una possibilità che ci viene proposta da numerose confessioni religiose e spirituali; anche il Raja Yoga ce lo insegna.

Alle sorgenti del Secchia, ho visto che la nascita di un fiume è una manifestazione timida dell’acqua che inizia a scorrere in superficie in un rivolo che pare poco più di un fosso e lo distingui solo per l’infittirsi ai suoi bordi di alcune piante erbacee tipiche delle zone umide. Tutt’intorno però ogni elemento esprime la grandiosità di questa nascita: l’anfiteatro delle cime che abbraccia la fonte, i faggi possenti e compatti che si muovono al vento e sostengono il cielo con i loro rami che “portano”, il grande prato verde che accoglie il rivolo.

Sono poi ritornata qualche giorno fa alle sorgenti in una giornata speciale ed è stata l’occasione per approfondire la conoscenza di questo luogo bellissimo: risalendo le pendici del pianoro la sorgente diviene un ruscello che zampilla tra i massi e la vegetazione rigogliosa, poco più su vi è il passo di Pietra Tagliata che ti sembra di essere stato catapultato d’improvviso sulle Alpi… ma l’esperienza più bella è pernottare al pianoro in tenda! Si assapora il trascorrere delle ore del giorno, ci si arrende ad un ritmo naturale e agli imprevisti.

Recarsi alle sorgenti di un fiume è una buona occasione per riflettere ed ascoltare dentro di sè da dove si viene. Ho sentito dentro di me anche questa altra domanda: cosa mi muove nelle mie azioni? Anche in questo caso il Raja Yoga ci aiuta, mostrandoci  come funziona la Vita, ci permette di fare chiarezza, di maturare forza e di sentire cosa ci motiva nel nostro agire così che con una maggiore consapevolezza possiamo portare il buono, il bello e il vero in questo mondo.

 

Il potere del cammino

A luglio sono tornata in cammino tra Fabriano e L’Aquila partecipando ad una marcia di solidarietà organizzata da Movimento Tellurico, APE e Federtrek. E’, dal 2012, un appuntamento annuale che si propone di sensibilizzare sulla realtà multiforme che ruota intorno ai nostri terremoti. Una marcia di testimonianza, condivisione, conoscenza profonda. Quest’anno il percorso si snodava in alcune delle zone che hanno subito il potente terremoto del 2016: Norcia, Castelluccio, Amatrice, Campotosto. Sono aree magnifiche dove la natura è potentissima e la luce molto intensa.

Sul sito dedicato trovate tante informazioni interessanti e le nostre testimonianze. http://www.lungamarciaperlaquila.it/

Ancora una volta il cammino è stato Maestro gentile e forte. Passo dopo passo con le nostre gambe, giorno per giorno, con calma, nella natura bellissima, con poche comodità e tanti compagni di viaggio. Dentro le emozioni ed i pensieri si affollano, poi si schiariscono… e si riaffollano!!! Il fisico protesta… magari ad un certo punto ti fai la domanda fatidica: ma… chi me l’ha fatto fare? E visto che lo hai scelto tu la risposta è semplice…

Quando volete fare chiarezza nel vostro cuore, chiarire i vostri intenti, vedere un pò meglio cosa vi muove e voi stessi muovete nella Vita: andate in cammino qualche giorno! E come per magia troverete il cammino giusto per voi, quello con i luoghi che vi susciteranno le emozioni utili ad aprire il cuore, con i compagni di viaggio che vi mostreranno la vostra parte in luce e la vostra parte in ombra… tornerete con la sensazione di aver compiuto un impresa epica non per la distanza percorsa fuori da voi bensì dentro di voi!

E se avete una dieta impossibile tra le mani e non sapete come fare… cominciate con un bel cammino… la dieta si fa allo stesso modo: passo dopo passo sapendo che c’è un obiettivo da raggiungere ma che il bello è proprio il viaggio che porta a quella meta… e ciò che succede nel viaggio nessuno lo può sapere.

Lungo il cammino ho sentito il mio corpo che si modificava, che acquisiva resistenza alla fatica proprio mentre faceva fatica. Ho avuto molta fame e ho sentito che dovevo aumentare le quantità di cibo. Ho visto che un pò di pancetta da quarantacinquenne nelle foto risulta simpatica ed umana!!! Sono tornata con alcune idee molto più chiare ed altre molto, ma molto, più confuse. Beh insomma…, è estate e fa bel tempo, quindi buon cammino a tutti!

Un anno di attività!

Da poco è passato un anno di tempo in cui ho iniziato a dedicarmi a “tempo pieno” a questa professione. Vedo sempre di più intorno a me i segni di una forte spinta a unire nutrizione, meditazione e movimento fisico… è molto bello vedere che questa mia esigenza di vita, che sento profondamente e che io per prima fatico a mettere in pratica nella mia vita quotidiana, trova un buon riscontro e viene proposta da tanti professionisti.

Quando intuisci una strada non puoi non seguirla anche se senti paura e hai tanti dubbi.

Ringrazio di cuore le persone che si sono affidate a me con slancio ed entusiasmo. Il lavoro che stiamo facendo insieme mi fa vedere soprattutto che quando le nostre emozioni e la nostra mente fanno precipitare la loro energia sul piano del fisico abbiamo la malattia e abbiamo la guarigione. Sul piano fisico tutto è più lento, più duraturo e, quando un disturbo si conclama, lavorare sulle emozioni e sui pensieri è importantissimo ma altrettanto importante è affrontarle dal punto di vista fisico ad esempio adottando una alimentazione più adeguata.

Desidero ringraziare anche i miei genitori che mi hanno assecondata in ogni mia scelta di Vita: insieme allo sguardo di stupore che leggevo ogni volta nei loro occhi c’è sempre stata anche una serena fiducia che, anche quando si è persone adulte, sostiene e nutre.

 

Orzo mondo con patè di cavolo nero

Questa è una ricetta speciale…

Per realizzarla ho utilizzato l’orzo mondo dell’azienda Agricola Torre Colombaia di Castiglione del Lago (PG).

http://www.torrecolombaia.it/it/

Con il nostro piccola GAS di Carpi abbiamo provato alcuni prodotti per acquistare da piccoli produttori.

Dosi per due persone:

otto cucchiai di orzo mondo

dieci foglie di cavolo nero

quattro cucchiai di semi di girasole

Dopo averlo accuratamente lavato, mettete in ammollo l’orzo con tre volumi di acqua per 12 ore. Pesate l’orzo con l’acqua ed annotate il peso.

Pulite il cavolo nero e privatelo della costa mediana. Stufatelo in padella con acqua.

Frullate nel mixer il cavolo nero e i semi di girasole; aggiungete due o tre cucchiai di olio e un poco di acqua fino a che non si forma una emulsione morbida. Il cavolo e i semi di girasole devono essere completamente sminuzzati così da formare una crema. Aggiustate di sale, preferibilmente utilizzate il gomasio.

Una volta terminato l’ammollo dell’orzo, buttate l’acqua di ammollo e aggiungete di nuovo acqua fino a raggiungere il peso iniziale di orzo + acqua che avevate annotato. Salate e procedete quindi alla cottura dell’orzo. Avendo fornito all’orzo fin dall’inizio la giusta quantità di acqua per la cottura non sarà necessario scolare il cereale; in questo modo non getteremo preziose sostanze nutritive.

Scaldare rapidamente i pesto di cavolo nero, scolare l’orzo e amalgamare i due ingredienti. Si forma un orzotto morbido e gustoso. Buon appettito!!!

Azuki e miglio

Oggi ho preparato il miglio con gli azuki! Un cereale e un legume insieme, piatto equilibrato dal punto di vista dell’indice glicemico e privo di glutine.

Questo piatto rilassa fegato e pancreas e rafforza i reni.

Ingredienti:

  • una tazza di miglio
  • una mezza tazza di azuki
  • alga kombu
  • miso di riso

Cuocete a parte i legumi secondo il metodo di cottura indicato nell’apposita scheda di questo sito. Trattandosi di azuki possiamo conservare l’acqua di cottura e utilizzarla per cuocere il miglio.

Lessare il miglio con 2 volte in volume di liquido (il brodo di cottura degli azuki miscelato ad acqua) senza aggiungere sale. Mettere nella pentola anche la stessa alga kombu di cottura del legume e i fagioli azuki.

Terminata la cottura del miglio lasciare raffreddare al di sotto dei 50°C e aggiungere un cucchiaino di miso di riso, conferirà sapidità e ci fornirà un valido aiuto nel mantenere la nostra eubiosi intestinale.