Sesto chakra – Anja

Il significato del termine sanscrito è “PERCEPIRE, COMANDARE, DIRIGERE”.

Il colore è lINDACO (blu scurissimo, miscela di azzurro e nero)

Il suo elemento è la LUCE. Il senso collegato è la VISTA, l’INTUIZIONE.

E’ ubicato in corrispondenza del CENTRO DELLA TESTA.

Ghiandola fisica collegata: IPOFISI (detta anche ghiandola pineale).

Parti del corpo collegate: OCCHI.

Alimenti collegati: sostanze che alterano la mente.

 

Luce e buio si alternano conferendoci la capacità di vedere. Si alternano nel tempo e nello spazio.

La vista ci permette di percepire il mondo esterno e di interiorizzarlo portando dentro di noi delle immagini. Allo stesso tempo le immagini interne possono essere portate all’esterno; si tratta di immagini che sono a volte nel nostro inconscio e quindi non manifeste e che affiorano ad esempio durante il sonno sotto forma di sogni. Questi processi fanno uso anche di linguaggi simbolici codificati.

Le immagini che impieghiamo sono il mezzo sia per SERBARE RICORDI e costituiscono un ponte con il passato che per IMMAGINARE e costituiscono quindi un ponte verso il futuro.

Per quanto detto le funzioni di Anja chakra trascendono lo spazio e il tempo.

 

Se nel quinto chakra, Vishudda, era il suono -e le sue frequenze- l’elemento espressivo, per il sesto chakra l’elemento espressivo è la LUCE con le sue frequenze.

La frequenza vibrazionale della luce è più alta rispetto a quella del suono.

 

La luce ha doppia natura: ondulatoria (come il suono) e corpuscolare (fotoni).

Essa ha natura elettromagnetica e attraverso questa forza produce una corrente.

In relazione alla lunghezza d’onda della luce essa si manifesta con colori diversi.

Ogni colore esprime una precisa energia, risuona con determinati organi e situazioni e quindi interagisce con noi.

Anche ogni chakra esprime un colore predominante che è il colore ideale ad esso associato per frequenza propria dell’energia espressa da quel chakra. Si tratta appunto di una situazione ideale che fa riferimento a centri di energia purificati ed elevati; nella vita le energie dei nostri chakra sono in continua trasformazione ed evoluzione e anche i rispettivi colori possono essere diversi da quelli codificati.

L’uso del colore per effettuare terapia è ormai divenuto consuetudine anche nella medicina occidentale; si basa appunto sul principio che ogni colore esprime un tipo di energia contraddistinta da una frequenza ed una lunghezza d’onda che entrano in risonanza e interagiscono con un ricevente determinando in esso delle modifiche che lo conducono ad una maggiore armonia propria del colore stesso. E’ un condizionamento positivo involontario.

 

Anja è legato alla CAPACITA’ DI VEDERE e quindi di relazionarsi con il mondo interno ed esterno a noi tramite immagini che sono contraddistinte da forma e colore.

Lo sviluppo della capacità visive di carattere psichico ci porta a sviluppare la visione interna di noi stessi, ovvero la capacità di INTROSPEZIONE che si manifesta attraverso la percezione sempre più chiara e profonda della nostra persona nelle sue qualità.

Parimenti lo sviluppo della visione ci permette di sviluppare la capacità di vedere più chiaramente il mondo esterno nel proprio intreccio di forze e schemi e di recepirlo per ciò che è sgombrando via via il campo dalle illusioni.

 

Il sesto chakra è legato all’energia della TRASMUTAZIONE; il suo colore è l’indaco che è il colore della notte e rappresenta la necessità di scendere nel buio e di dissolvere quanto abbiamo appreso sostando in un momento di quiete, di assenza di luce e mancanza di riferimenti; uno stato che permette di fare pulizia, LASCIARE SPAZIO ad energie che si manifestano in modo più sottile e che possono farsi spazio dentro di noi.

E’ la metafora della nascita di Gesù che nasce nella notte più buia dell’anno e porta una nuova luce.

E’ la dissoluzione delle forme cristallizzate per accogliere nuova linfa sotto una forma più consona alla nostra evoluzione.

Per il cristiano è l’esame di coscienza che permette di prendere in esame quanto si è espresso nel mondo, discernere il bene dal male e scegliere il bene per il futuro.

La trasmutazione è legata al lasciare andare stadi bassi di coscienza per elevarsi; nella pratica la nostra personalità si ribella ed urla di fronte a questo evento via via che esso si ripete nella nostra vita… si tratta infatti di accettare il male compiuto e scegliere il bene, è una trasformazione che avviene infinite volte e progressiva, va a toccare gli aspetti della nostra coscienza non ancora trasformati e presuppone l’umiltà nel riconoscere il male compiuto e l’arrendevolezza, presuppone la rinuncia ad affermare la propria presunta superiorità, la propria ragione mentale, è un sacrificio che si compie per portare maggiore luce e bene superando il proprio egoismo.

Il superamento progressivo dell’egoismo ci porta ad una visione del mondo più integrata, più chiara nei suoi reali rapporti di forza, più equanime e disinteressata e per questo più oggettiva ed aderente al dharma.

Una delle facoltà che si sviluppano con il perfezionamento dell’energia legata ad Anja è il PERDONO; infatti maturare una reale conoscenza delle forze in gioco ci permette di assumerci le nostre responsabilità, sentire quanto peso ha la nostra personalità nel pretendere di aver ragione e di meritare un risarcimento e quindi di rinunciarvi non per senso di superiorità ma consapevoli che farci guidare dall’illusione (da una visione distorta della realtà) non è di alcuna utilità alla vita.

 

Quinto Chakra – Vishudda

Il significato del termine sanscrito è “PURIFICAZIONE”.

Il QUINTO chakra è la porta energetica attraverso cui il nostro corpo fisico dialoga con l’ETERE circostante.

Il colore è l’AZZURRO

Il suo elemento è il SUONO.

E’ ubicato in corrispondenza della GOLA.

Ghiandola fisica collegata: TIROIDE, PARATIROIDI.

Parti del corpo collegate: collo, spalle, braccia e mani.

 

Il quinto chakra è legato alla COMUNICAZIONE.

La comunicazione è ciò che permette a tutto ciò che esiste di essere in relazione, in CONNESSIONE.

E’ il TESSUTO CONNETTIVO delle nostre relazioni.

La comunicazione è effettuata dalla coscienza che riceve, crea, riemette.

Essa al livello conscio è effettuata utilizzando linguaggi simbolici codificati che apprendiamo e siamo in grado di formulare in partenza e decodificare in arrivo. I SIMBOLI impiegati hanno un loro significato profondo nella coscienza e contengono la Verità di quel messaggio, essi ci permettono di comunicare a livello inconscio con le parti più profonde di noi stessi in un modo più immediato.

Man mano che procediamo dal primo chakra verso il quinto i limiti che ognuno dei corpi corrispondenti a questi chakra (fisico, eterico, emotivo, mentale, etere) si rarefanno e ci avviciniamo sempre di più all’UNITA’: dove i collegamenti sono maggiormente possibili c’è più connessione e più unità.

 

Essa si manifesta attraverso la VIBRAZIONE che contraddistingue l’etere.

Ogni vibrazione è caratterizzata da un ONDA che possiede un ampiezza ed una lunghezza mentre l’ampiezza corrisponde all’INTENSITA’, la lunghezza d’onda corrisponde al RITMO. La forma dell’onda ci mostra come la linea che la descrive ha un andamento oscillante tra un minimo ed un massimo all’interno di uno spazio.Il ritmo è una qualità fondamentale della Vita; esso è risultato della combinazione della materia (yin, femminile) e del movimento (yang, maschile) ed esprime la grazia della loro perfetta unione.

 

La vibrazione si esprime anche nel SUONO.

Il suono ha potere ARMONIZZANTE in quanto la vibrazione caratteristica di ogni suono si espande nell’etere e si mette in relazione con le vibrazioni che raggiunge combinandosi con esse. Il suono che influisce maggiormente sugli altri è quello la cui ampiezza di onda è superiore e che corrisponde a un volume sonoro maggiore.

Ogni oggetto emette una propria vibrazione che è combinazione di tante vibrazioni simultanee e che varia nel tempo; questa vibrazione viene emessa dal corpo ed entra il connessione con le vibrazioni del mondo circostante e la combinazione delle vibrazioni crea una vibrazione nuova: si ha quindi una ARMONIZZAZIONE e una RISONANZA. La risonanza sarà tanto più elevata quanto più le forme delle onde saranno tra loro simili, mentre onde molto diverse esprimeranno interferenza.

Se non entriamo in risonanza con le vibrazioni intorno a noi non potremo connetterci al mondo che ci circonda e non potremo comunicare.

Mentre a livello dei corpi inferiori la comunicazione è effettuata utilizzando i cinque sensi(sonora, tattile, visiva, olfattiva e gustativa) ed attraverso i simboli, a livello più alto la comunicazione è vibrazionale diretta; essa sarà tanto più efficace quanto più il segnale vibrazionale è pulito e quindi meno disturbato dai turbinii del corpo, delle emozioni e della mente.Visto che la vibrazione prescinde dalla percezione dei nostri cinque sensi e dall’uso degli stessi e non è solo conscia e volontaria, la comunicazione in realtà avviene ogni volta che si produce una vibrazione.

La comunicazione è un PROCESSO CREATIVO in quanto permette appunto di condividere una vibrazione lasciando che essa interagisca con le altre generando una vibrazione nuova.

La comunicazione è legata alla FIDUCIA in quanto per stabilire uno scambio sincero ed autentico serve poter abbassare le proprie difese;la nostra personalità vorrebbe poter nutrire fiducia a fronte di certezze. E’ peraltro impossibile maturare certezze in quanto la vita di ognuno è libera ed imprevedibile.

Abbassare le proprie difese significa accettare di mostrarsi nella propria imperfezione e rinunciare ad applicare l’istinto di sopravvivenza che tende a proteggerci nel momento in cui lasciare cadere le proprie maschere può voler dire cadere nelle mani dell’altro senza difesa col rischio di essere annientati.

La comunicazione che scaturisce dall’armonizzazione del quinto chakra esprime un carattere di SINCERITA’ e AUTENTITCITA’, riflette i valori profondi dell’individuo e ha grande forza di persuasione in quanto è percepita nella sua buona qualità dagli uditori. Più in generale la creazione che scaturisce da un quinto chakra ben armonizzato è diretta e quindi efficiente ed efficace in quanto connotata dalla coerenza e sequenzialità di pensiero ed azione.

La capacità di comunicazione si associa alla capacità di ASCOLTO in assenza di critica e necessità di modificare e manipolare i contenuti trasmessici dagli altri. In particolare e prioritariamente è la capacità di ASCOLTO DI SE’ che occorre sviluppare al fine di iniziare a percepire le cause che realmente ci muovono.

Quarto chakra – Anahata

Il significato del termine sanscrito Anahata è “NON COLPITO, NON FERITO, FRESCO, PULITO, SUONO CHE VIENE PRODOTTO SENZA CHE DUE OGGETTI SI COLPISCANO”.

Il quarto chakra è la porta energetica attraverso cui il nostro corpo fisico dialoga con il corpo mentale inferiore (i nostri pensieri).

Il suo elemento è l’ARIA.

E’ ubicato in corrispondenza del cuore.

Ghiandola fisica collegata: TIMO.

Parti del corpo collegate: polmoni e cuore (plesso solare), braccia, mani.

E’ il chakra centrale e quindi si riferisce al CENTRO DI TUTTO, ALL’ESSENZA, ALLA VERITA’ FONDAMENTALE: L’AMORE

E’ il punto in cui SHIVA (che è l’energia maschile che scende dal cielo) e SHAKTI (l’energia femminile che sale dalla terra) si incontrano formando la stella a sei punte (riportata nel simbolo del chakra stesso).

Dalla stella a sei punte emana la luce che deriva dall’incontro delle due energie.

Le sei punte della stella possono essere messe in relazione agli altri sei chakra che in questo punto si incontrano e si integrano.

Nel secondo chakra sperimentiamo l’amore fisico che deriva dall’attrazione verso un’altra entità (persona, animale, oggetto). Nel quarto chakra l’Amore è invece uno STATO DELL’ESSERE che si IRRADIA VERSO L’ESTERNO.

Esso è liberato dalla necessità, è stato elaborato a livello fisico (1 ch) ed emotivo (3 ch), ha superato il filtro dell’egoismo (1 ch), della dualità (2 ch) ed ha sperimentato la volontà (3 ch) ed è quindi disinteressato e libero.

La sua radianza è COSTANTE, DURATURA, ETERNA.

Questo percorso richiede la COMPRENSIONE DEI MECCANISMI DELLA VITA, la sperimentazione e la rielaborazione della nostra esperienza per andare al di là delle esigenze e richieste della nostra personalità, la trascendenza dell’ego.

L’amore del quarto chakra è FORZA UNIFICATRICE: attira le cose e le mantiene in relazione tra loro. La relazione tenuta insieme dall’amore permette alle cose di sviluppare quell’esistente schema di relazione in un modo più profondo e coesivo.

L’energia di amore del quarto chakra si sviluppa pian piano nel corso delle vite e nel corso di ogni vita. Essa si misura con il rifiuto degli altri, con il rifiuto che noi stessi rivolgiamo verso di noi, con la paura di essere rifiutati che fa si che limitiamo il flusso di amore verso l’esterno. E’ una limitazione anche sana che ci aiuta a misurarci con la paura del rifiuto e il DOLORE che ne deriva e che può colpire il cuore e paralizzarlo, ferirlo a morte, irrigidendolo.

Considerato che il chakra del cuore è l’integratore delle energie inferiori e superiori, esso l’UNIFICATORE e quindi il GUARITORE. In particolare ad esso sono legate le energie delle mani (le braccia cono collegate a questo chakra, oltre che al terzo e al quinto) che sono pertanto energie guaritrici.

La guarigione è il RECUPERO DELL’EQUILIBRIO.

Amore e unione significa anche avere compassione per gli altri e pertanto non restare indifferenti di fronte alle loro sofferenze. Significa anche adoperarsi con le proprie capacità per guarirli.

Ad Anahata sono legati anche i polmoni e quindi il respiro (che contiene in sé l’elemento aria). Il respiro porta al corpo l’ossigeno che è il COMBURENTE con il quale il combustibile (cibo) brucia per fornire energia.

L’ossigeno quindi alimenta la nostra ENERGIA VITALE, quella che ci è indispensabile per compiere le azioni della vita fisiche, emotive e mentali.

L’ossigeno viene individuato con il termine indù PRANA.

L’elemento ARIA proprio di questo chakra rappresenta la leggerezza, la lievità; esso si disperde andando ad occupare lo spazio a disposizione in un equilibrio perfetto, calmo e uniforme: allo stesso modo l’energia del chakra del cuore riflette l’equilibrio, l’equanimità.

Anahata è la porta di ingresso del CORPO MENTALE inferiore, quello che si identifica con i nostri pensieri. E’ per questo che il respiro influenza i nostri pensieri e viceversa i pensieri influenzano il nostro respiro. Lavorare sul nostro respiro ha quindi l’effetto automatico sul nostro pensiero: un respiro profondo e libero produce pensieri aperti e positivi.

Dal punto di vista alimentare il quarto chakra è legato alle VERDURE.

Terzo chakra – Manipura

 

Il significato del termine sanscrito Manipura è “GEMMA RILUCENTE”.

Il terzo chakra è la porta energetica attraverso cui il nostro corpo fisico dialoga con il CORPO ASTRALE (le nostre emozioni).

E’ ubicato nella parte superiore dell’addome tra l’ombelico e il plesso solare.

Ghiandola fisica collegata: PANCREAS.

E’ la ghiandola che più delle altre governa il metabolismo attraverso:

-la parte endocrina che secerne insulina e glucagone: gestione del metabolismo glucidico,

-la parte esocrina che secerne enzimi digestivi che vengono riversati nel duodeno (lipasi, proteasi e amilasi).

Parti del corpo collegate: apparato digerente, muscoli.

Sono parti del corpo strettamente connesse al nostro metabolismo fisico e biochimico.

Passando dal primo chakra al secondo, da Muladhara a Svadistana, passiamo dalla terra all’acqua, dall’immobilità alla mobilità, dalla forma all’informe, dal rigido al fluido.

Manipura ha come elemento il FUOCO; esso per sua caratteristica brucia, crea calore ed energia e va verso l’alto. Possiede quindi caratteristiche sostanzialmente diverse da quelle di terra e acqua.

I tre chakra esprimo peraltro aspetti della coscienza che sono tra loro interdipendenti:

-1 chakra = unità, solidità, presenza, riconoscimento di sé stesso = massa

-2 chakra = dualità, relazione, riconosicmento del diverso, desiderio = movimento

-3 chakra = attività, potere di fare e volontà per fare = energia

Manipura esprime il fuoco, la scintilla che brucia e ci da l’energia per procedere, per iniziare qualcosa di nuovo, per cambiare delle situazioni… soprattutto per trasformare la nostra coscienza perché possiamo anche cambiare tutto esteriormente ma il cambiamento reale ed autentico è quello della coscienza. Allo stesso tempo il cambiamento della coscienza viene manifestato su questa terra con atti pratici, con segni tangibili.

Manipura rappresenta la VOLONTA’ e il POTERE di fare e la sua energia è tanto più efficace quanto più è DIREZIONATA, FOCALIZZATA e quindi impiegata con INTELLIGENZA (che viene portata dai chakra superiori con una corrente di energia discendente).

Proprio come quando accendiamo un fuoco per portare calore, la fase più faticosa della trasformazione e del cambiamento è quella iniziale, quella in cui è necessario vincere l’inerzia per rompere lo schema in essere. L’aspetto è senza dubbio emotivo ma consideriamo che, qualunque nostra azione, è in realtà una sequenza di reazioni energetiche e che, affinchè avvengano, serve semplicemente che vi sia la sufficiente energia per supportarle… è esattamente ciò che abbiamo studiato a scuola in chimica, forse, apparentemente, toglie un poco di poesia alla Vita ma ci restituisce una idea corretta di cosa è tutta questa fatica al cambiamento che ogni giorno viviamo.

Nella fase evolutiva che l’Umanità sta attraversando l’aspetto di coscienza che riguarda il Potere è fortemente inquinato dagli aspetti negativi.

L’evoluzione della Vita nel cosmo procede attraverso la trasformazione degli aspetti di coscienza nella loro accezione negativa, legati al male, verso l’accezione positiva, legata al bene. E’ lo stesso concetto cristiano di lotta tra male e bene.

Lo stesso vale per il Potere che oggi è per lo più utilizzato per sottomettere; aspetto che riscontriamo sia su larga che su piccola scala. Sostanzialmente quella che ci viene trasmessa è una perdita di VALORI POSITIVI e un senso di PAURA DIFFUSA. Questo stato mina il nostro potere interiore (il sentirsi sicuri di per sé, sicuri nella propria casa) e fa si che lo deleghiamo esternamente peggiorando la situazione.

“Io valuto il potere di una Volontà da quanto essa sa sopportare per poi volgere a proprio vantaggio la resistenza, il dolore, la tortura” . Friedrich Nietzsche

Nietzsche intende sostenere che il potere è poco senza volontà; saper volgere a proprio vantaggio la fatica necessaria per ottenere un conseguimento non implica mai la ritorsione e la vendetta, bensì solo la gioia del conseguimento stesso operato a fin di bene.

Questo è anche il modo attraverso cui diveniamo ADULTI, ci assumiamo la RESPONSABILITA’ delle nostre azioni… di quelle che dipendono da noi, accettando quelle che non dipendono da noi.

Dal punto di vista alimentare il terzo chakra è legato ai CARBOIDRATI.

 

Secondo chakra – Svadistana

Il significato del termine sanscrito Svadistana è “DOLCEZZA”.

Il secondo chakra è la porta energetica attraverso cui i nostri corpi sottili dialogano con il CORPO ETERICO (emanazione energetica del corpo fisico) incarnato nella nostra vita presente.

E’ ubicato nella parte inferiore dell’addome nella posizione che per le donne corrisponde all’utero.

Ghiandole fisiche: ovaie e testicoli

Parti del corpo collegate: apparato riproduttivo, apparato urinario, sistema circolatorio, sistema linfatico (tutto ciò che ha a che fare con i liquidi).

Elemento fisico: ACQUA

Passando dal primo chakra al secondo, da Muladhara a Svadistana, passiamo dalla terra all’acqua, dall’immobilità alla mobilità, dalla forma all’informe, dal rigido al fluido.

Questo chakra rappresenta, dopo l’identificazione dell’io come singolo, l’incontro con l’altro, e quindi anche l’unione degli opposti yin e yang, femminile e maschile.

In esso troviamo il riconoscimento che l’altro esiste e possiede una propria identità, che è differente da noi; in questo senso si tratta di un ampliamento di coscienza e di consapevolezza.

Il desiderio è il motore che spinge al movimento verso l’altro; è il desiderio sessuale, emotivo, intellettuale… il DESIDERARE CHE SPINGE AVANTI LA VITA, SENZA DESIDERIO LA VITA SI FERMA.

Il movimento porta all’incontro ed al CAMBIAMENTO.

L’unione degli opposti è simboleggiata dal simbolo del TAO che rappresenta un ideale e perfetto equilibrio nella collaborazione tra le due forze.

Nella Vita l’equilibrio tra yin e yang è raggiunto attraversando lo squilibrio, attraverso continui aggiustamenti, è una continua dialettica.

Il simbolo del Tao ci mostra come in ogni parte (yin o yang) vi sia la parte opposta e come senza questo opposto il simbolo circolare perfetto non possa esistere.

In ognuno di noi vi sono forze yin e forze yang che collaborano e prendono vicendevolmente il sopravvento evidenziando le rispettive peculiarità nel fisico, nelle emozioni, nei pensieri.

La dualità energetica è ben espressa nel nostro corpo dalle correnti di energia IDA e PINGALA. Ida è un corrente discendente dalla narice sinistra; Pingala è una corrente ascendente nella narice destra.

Le due correnti si incrociano tra ognuno dei chakra generando intorno ad ognuno di essi un movimento che li fa ruotare in senso orario o antiorario.

Dal punto di vista degli alimenti al chakra Svadistana sono associati i LIQUIDI.

 

 

 

 

 

 

 

Primo chakra – Muladhara

Il significato del termine sanscrito Muladhara è “RADICE, SOSTEGNO”. Questo chakra rappresenta infatti il nostro radicamento alla terra intesa come madre e come nutrimento.

E’ ubicato alla base del tronco tra l’ano e i genitali.

Costituisce, anche visivamente, un appoggio stabile. Esso è infatti una BASE STABILE su cui appoggiare; è una base posta in basso, a terra, dalla quale non possiamo cadere e che ci fornisce, nella sua espressione pulita e non distorta, la SICUREZZA INNATA, PACIFICA, SOLIDA.

Da esso si dipartono i nervi sciatici che innervano le nostre due gambe e che possiamo immaginare come due radici che dal terreno percorrono i nostri arti inferiori e si congiungono nel punto in cui risiede il chakra. Questa immagine ci aiuta a comprendere il significato di radicamento che esprime questo centro di energia.

L’elemento naturale che contraddistingue il chakra Muladhara è la TERRA intesa come terreno quale simbolo naturale ancora una volta del radicamento (le piante metto radici nel terreno) e anche della materialità e della fisicità.

Il primo chakra è la porta energetica attraverso cui i nostri corpi sottili dialogano con il CORPO FISICO incarnato nella nostra vita presente.

Nell’era in cui viviamo possiamo notare che sentiamo ancora forte il MATERIALISMO che si è sviluppato dall’era industriale e soprattutto nel secondo dopoguerra; il pensiero scientifico occidentale ha dato grande importanza alla fisicità in relazione alla necessità di adottare metodi scientifici che potessero essere fisicamente e mentalmente verificati. L’evoluzione distorta del metodo scientifico unita al benessere crescente (nel primo mondo) ci ha condotto a attribuire all’aspetto esteriore grande valore e a lasciarci condizionare da esso nelle nostre scelte.

Negli ultimi due decenni l’interesse sempre maggiore per le discipline orientali e per la spiritualità ci ha d’altra parte condotto a considerare elevati e maggiormente puri gli aspetti intangibili della nostra vita.

Se consideriamo che la vita nella sua perfezione si sviluppa su diversi piani tra cui quello fisico, possiamo comprendere come questo aspetto abbia uguale dignità rispetto agli altri e vada ugualmente curato e integrato agli aspetti vitali (emozioni, pensieri, anima).

Emotivamente il primo chakra è legato alla SOPRAVVIVENZA.

Quando la sopravvivenza è in pericolo l’emozione che ne deriva è la PAURA.

Gli organi di riferimento del primo chakra (ossia quelle in cui l’energia di questo chakra si materializza nel corpo fisico) sono le GHIANDOLE SURRENALI; esse sono deputate alla produzione di adreanlina e noradrenalina, ormoni la cui funzione è di gestire i momenti di stress fisico, emotivo e mentale.

La costituzione di una BASE SOLIDA porta a sviluppare la capacità di CONTENIMENTO sia delle emozioni che dei pensieri.

Allo stesso tempo il primo chakra esprime anche l’ESISTENZA DI LIMITI. I limiti sono spesso intesi nella loro accezione negativa di realtà che ci impedisce di esprimerci, fare, essere ciò che desideriamo.

Come per ogni stato di coscienza c’è un gradiente di espressione dal polo positivo a quello negativo, così anche per l’aspetto legato al primo chakra possiamo riconoscere un gradiente: da un lato il limite e dall’altro il contenimento, da un lato l’impedimento dall’altro la sicurezza tranquillizzante. Nella vita ci sono utili entrambe e percezioni e tutte le sfumature che le collegano.

Anche in riferimento al movimento nello spazio possiamo vedere in Muladhara il gradiente di possibilità: da un lato il movimento lento e sicuro, dall’altro l’immobilità intesa come difficoltà a muoversi. Possiamo nella nostra vita distinguere tra queste due espressioni della stessa energia di questo chakra e riconoscere che entrambe le espressioni e i loro gradienti intermedi fanno parte della nostra esperienza e sono funzionali alla vita.

Essendo legato alla sopravvivenza il primo chakra richiama anche il tema del AVERE, POSSEDERE

Riflettiamo inoltre sul fatto che questo chakra è il punto di energia attraverso cui si esprime il nostro corpo fisico nel complesso e che il corpo è il nostro TEMPIO e come tale SACRO e degno di RISPETTO.

Dal punto di vista alimentare il primo chakra è legato ai cibi più nutrienti: CIBI PROTEICI ANIMALI (carne, pesce) E VEGETALI (legumi).

Le parti del corpo collegate a Muladhara sono: gambe e piedi, ossa, denti, intestino crasso (colon).

 

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Fonti:

Chakras ruote di Vita, Anodea Judith

Il chakra-radice, la porta sulla realtà materiale, Charles-Rafael Payeur