Attività presso lo Studio Kineos di Crevalcore (BO)

Ieri allo studio Kineos di Crevalcore si è tenuto un bellissimo open day! Abbiamo lavorato tanto e bene, con grande soddisfazione.
Ringrazio le persone intervenute all’incontro di autocura tramite la riflessologia plantare per l interesse vivace e la collaborazione.
Se desiderate un consulenza nutrizionale o un trattamento di riflessologia plantare nella zona di Crevalcore sono presso lo studio Kineos di Sara Cadore ogni martedì.

Via da qui in un altro tempo… oppure proprio adesso e qui?

Ora il mondo è perfetto (Planet Funk, feat Giuliano Sangiorgi)

“Tieni pronti gli occhi a visoni dolcissime
che tu non hai mangiato mai
Ha il sapore d’infinito
questo sguardo
E ti porterà dove poi io
ti lascerò
via da qui, via da qui, via da qui, via da qui,
c’è un mondo di altri mondi
dove tutto è perfetto
per sempre perfetto
e tu potrai credere che
di tempo ce n’è abbastanza
per rimediare se

Ma l’errore non c’è
il cielo è senza
Un sole nero c’è…”

Quante volte diciamo: “mollo tutto ed apro una piadineria a Cuba!” ??? L’illusione di poter trovare in un mondo lontano la perfezione che ci renderà per sempre felici fa spesso capolino. Sono proprio quelle “visioni dolcissime che tu non hai mangiato mai”.

Anche con la nutrizione accade lo stesso. Spesso intraprendiamo una dieta nuova, l’ennesima, sempre alla ricerca del nuovo ritrovato che, quello sì finalmente, è perfetto per noi e ci consentirà di raggiungere l’obiettivo desiderato. E cerchiamo, cerchiamo, sicuri che ciò che già c’è non sia utile per migliorare la nostra salute. Il tempo passa, ma non importa, sentiamo che ancora non abbiamo trovato il rimedio giusto, quello fatto apposta per noi.

E se invece fosse tutto già qui adesso? Se solo guardando con più pazienza e con meno illusione ci accorgessimo che infondo non serve cercare le future condizioni perfette… che poi non esistono nella realtà? Allora possiamo smettere di cercare la dieta perfetta, la pancia perfetta, il piatto perfetto, la linea perfetta e misurarci adesso con ciò che siamo e sappiamo fare.

Se ci fermiamo ad ascoltare con attenzione (attenzione, concentrazione, meditazione) dentro di noi iniziamo a percepire ciò che ci muove nella Vita, la qualità delle energie in gioco e possiamo disilluderci con grande sollievo. Tutto è qui adesso e in noi: occorre “solo” conoscere noi stessi. E forse quel tempo che di solito impieghiamo a cercare fuori possiamo ora impiegarlo a conoscere noi stessi.

Vedremo anche che  nell’infinitamente piccolo delle nostre cellule c’è’ l’infinitamente grande delle galassie e viceversa: come nel piccolo così nel grande… guardate il video e lo vedrete.

 

 

La commensura, giusta misura, l’armonia

Quando inizio a scrivere una dieta per un nuovo paziente cerco di riportare alla mente più che posso il nostro incontro in modo da intuire se quella persona sarà maggiormente facilitato nel seguire una dieta dettagliata o più generica.

Le stesse cose possono essere infatti scritte in modi diversi; se, ad esempio, desidero che una persona si nutra di un cereale riequilibrante e benefico per l’intestino posso indicare in modo preciso di assumere riso e lenticchie, miglio e zucca, polpette di miglio, crocchette di riso, zuppa di miglio, crema di riso… oppure posso indicare in modo generico riso o miglio con verdure, riso o miglio con legumi. Normalmente se indico dei piatti preciso inserisco più alternative.

In realtà alla base di queste valutazioni sta il desiderio di far comprendere che le briglie strette cono rassicuranti ma poi ad un certo punto ci si sente co”stretti”. E la costrizione stimola la ribellione!! Si corre il rischio che dopo uno o due mesi di cucina e dieta ci si stanchi e ci si arrenda.

Un altro elemento importante è che indicare pietanze molto dettagliate limita la creatività di chi la segue e forse anche la personalizzazione che rende il piatto più gustoso.

Un altro rischio che si corre nell’indicare piatti molto precisi e dettagliati è che la dieta venga recepita come un programma da seguire alla lettera senza scampo. Quando parliamo di diete credo invece che dobbiamo intendere con maggiore flessibilità che si tratta di stili alimentari, modi di nutrirsi. Si tratta insomma di una serie di pratiche nutrizionali che nel loro complesso rappresentano una alimentazione sana ed equilibrata. Alcune di queste pratiche sono “di base”: cereali integrali in chicco, verdure, legumi. Altre sono specifiche per favorire l’equilibrio nella persona: gli alimenti fermentati per l’intestino ad esempio.

Credo che la migliore strategia sia quella di comprendere le basi dell’alimentazione naturale per poi organizzarsi e tenere un ritmo. Questo ritmo è quello che ci da la giusta misura: è sostenibile nei tempi e nelle modalità di preparazione, ci permette di arrivare lontano nel tempo e di fare di una dieta il nostro stile alimentare, ci consente di recuperare quando mangiamo alimenti non salutari (ma di cui magari abbiamo tanto desiderio), ci fa diventare diffusori di una cucina naturale nella convivialità senza litigi e necessità di affermarci. In raja yoga lo chiamiamo “satva” e in questo caso sono la pesantezza e l’inerzia della materia “tamas” (la nostra alimentazione pesante e disequilibrata, la nostra fatica nel cambiare quando il corpo ci chiede gli alimenti più distruttivi) che si confronta con l’energia veloce dell’entusiasmo che ci prende quando affrontiamo una sfida, “rajas”, producendo una combinazione equilibrata, ritmica, dove gli opposti si relazionano e si alternano con armonia… E’ musica, la meravigliosa armonia della Vita.

Vanità – Giorgia

Vanità. Illusione. Docile si arrende al dio migliore.

Vanità. Lei non sa. Che è solo un altro imbroglio e tu lo chiami amore.

E mi spacca il cuore.

A volte iniziamo una dieta con una motivazione precisa: la prova costume. E a volte ci pare che la strada migliore sia ricorrere a preparati semplici che non richiedono di essere cucinati, cotti, masticati. In certi casi, nonostante la fretta di dimagrire e avere una bella tartaruga scolpita sull’addome e i glutei della famosa pubblicità interpretata dalla sempre bellissima Michelle, adottiamo anche una dieta equilibrata e naturale.

Che la prova costume sia la spinta per iniziare a prenderci cura di noi stessi è positivo certo. Riflettiamo però sull’immagine che abbiamo di noi stessi, su come ci percepiamo. Ripercorriamo la nostra scala di valori… non è che ci stiamo arrendendo al Dio migliore?

Lo sappiamo bene che le immagini della pubblicità sono manipolate, che la Vita non è quella delle riviste patinate, che la nostra autostima non va di pari passo con la tonicità dei nostri addominali.

Il nostro corpo è tutt’uno con le nostre emozioni, i nostri pensieri… con la parte più intima di noi. Non è che allora si tratta di un altro imbroglio e lo chiamiamo amore? Mi spiego: non è che stiamo spostando la nostra attenzione su di un aspetto estetico ed evitiamo in realtà di prenderci cura di noi stessi? Quello che possiamo fare è provare… con pazienza e amore verso di noi senza preoccuparci del nostro peso fisico e con invece molta cura per il nostro CUORE.

Il conforto, Tiziano Ferro e Carmen Consoli

“Per pesare il cuore con entrambe le mani mi ci vuole un miraggio
Quel conforto che ha a che fare con te
Quel conforto che ha a che fare con te
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio
E tanto tanto troppo troppo troppo amore”
 
 
Quando siamo sfiniti dopo un periodo di difficoltà cerchiamo il conforto che ci sarà utile per riprendere le forze, la fiducia e il buonumore. A volte cerchiamo conforto nel cibo; capita anche per i piccoli momenti di sconforto quotidiani… il cioccolatino, il dolcetto morbido, le patatine, la birretta… il cibo conforta.
 
I sapori, le consistenze sotto i nostri denti e nella bocca interagiscono con la nostra coscienza e nutrono aspetti specifici nei nostri organi: la dolcezza del pancreas, la paura dei reni, la tristezza di polmoni, il fuoco del cuore, la rabbia del fegato. Ogni organo ha un sapore che lo stimola e lo nutre, che assunto con moderazione ne garantisce la cura della forma mentre assunto in eccesso ne distrugge letteralmente la forma stessa.
 
Possiamo, quando ci nutriamo, prestare ascolto profondo a noi stessi e sentire intuitivamente a quali emozioni e pensieri è legato un cibo per noi consolatorio; seduti fermi e respirando ascoltiamo dentro di noi cosa succede, manteniamo l’attenzione a la concentrazione su di noi e ascoltiamo!
 
Certo ci vuole coraggio ad ascoltare cosa si muove in noi in quei momenti… lo sappiamo già che è lì che faranno capolino le nostre debolezze, le nostre ferite, i nostri nodi karmici e i compiti più ardui che in questa vita ci toccano. E ci vuole anche tanto amore per accettarci così come siamo, perchè a nulla vale il rifiuto di noi stessi… in quei momenti stiamo davvero pesando il nostro cuore con entrambe le mani.