Sesto chakra – Anja

Il significato del termine sanscrito è “PERCEPIRE, COMANDARE, DIRIGERE”.

Il colore è lINDACO (blu scurissimo, miscela di azzurro e nero)

Il suo elemento è la LUCE. Il senso collegato è la VISTA, l’INTUIZIONE.

E’ ubicato in corrispondenza del CENTRO DELLA TESTA.

Ghiandola fisica collegata: IPOFISI (detta anche ghiandola pineale).

Parti del corpo collegate: OCCHI.

Alimenti collegati: sostanze che alterano la mente.

 

Luce e buio si alternano conferendoci la capacità di vedere. Si alternano nel tempo e nello spazio.

La vista ci permette di percepire il mondo esterno e di interiorizzarlo portando dentro di noi delle immagini. Allo stesso tempo le immagini interne possono essere portate all’esterno; si tratta di immagini che sono a volte nel nostro inconscio e quindi non manifeste e che affiorano ad esempio durante il sonno sotto forma di sogni. Questi processi fanno uso anche di linguaggi simbolici codificati.

Le immagini che impieghiamo sono il mezzo sia per SERBARE RICORDI e costituiscono un ponte con il passato che per IMMAGINARE e costituiscono quindi un ponte verso il futuro.

Per quanto detto le funzioni di Anja chakra trascendono lo spazio e il tempo.

 

Se nel quinto chakra, Vishudda, era il suono -e le sue frequenze- l’elemento espressivo, per il sesto chakra l’elemento espressivo è la LUCE con le sue frequenze.

La frequenza vibrazionale della luce è più alta rispetto a quella del suono.

 

La luce ha doppia natura: ondulatoria (come il suono) e corpuscolare (fotoni).

Essa ha natura elettromagnetica e attraverso questa forza produce una corrente.

In relazione alla lunghezza d’onda della luce essa si manifesta con colori diversi.

Ogni colore esprime una precisa energia, risuona con determinati organi e situazioni e quindi interagisce con noi.

Anche ogni chakra esprime un colore predominante che è il colore ideale ad esso associato per frequenza propria dell’energia espressa da quel chakra. Si tratta appunto di una situazione ideale che fa riferimento a centri di energia purificati ed elevati; nella vita le energie dei nostri chakra sono in continua trasformazione ed evoluzione e anche i rispettivi colori possono essere diversi da quelli codificati.

L’uso del colore per effettuare terapia è ormai divenuto consuetudine anche nella medicina occidentale; si basa appunto sul principio che ogni colore esprime un tipo di energia contraddistinta da una frequenza ed una lunghezza d’onda che entrano in risonanza e interagiscono con un ricevente determinando in esso delle modifiche che lo conducono ad una maggiore armonia propria del colore stesso. E’ un condizionamento positivo involontario.

 

Anja è legato alla CAPACITA’ DI VEDERE e quindi di relazionarsi con il mondo interno ed esterno a noi tramite immagini che sono contraddistinte da forma e colore.

Lo sviluppo della capacità visive di carattere psichico ci porta a sviluppare la visione interna di noi stessi, ovvero la capacità di INTROSPEZIONE che si manifesta attraverso la percezione sempre più chiara e profonda della nostra persona nelle sue qualità.

Parimenti lo sviluppo della visione ci permette di sviluppare la capacità di vedere più chiaramente il mondo esterno nel proprio intreccio di forze e schemi e di recepirlo per ciò che è sgombrando via via il campo dalle illusioni.

 

Il sesto chakra è legato all’energia della TRASMUTAZIONE; il suo colore è l’indaco che è il colore della notte e rappresenta la necessità di scendere nel buio e di dissolvere quanto abbiamo appreso sostando in un momento di quiete, di assenza di luce e mancanza di riferimenti; uno stato che permette di fare pulizia, LASCIARE SPAZIO ad energie che si manifestano in modo più sottile e che possono farsi spazio dentro di noi.

E’ la metafora della nascita di Gesù che nasce nella notte più buia dell’anno e porta una nuova luce.

E’ la dissoluzione delle forme cristallizzate per accogliere nuova linfa sotto una forma più consona alla nostra evoluzione.

Per il cristiano è l’esame di coscienza che permette di prendere in esame quanto si è espresso nel mondo, discernere il bene dal male e scegliere il bene per il futuro.

La trasmutazione è legata al lasciare andare stadi bassi di coscienza per elevarsi; nella pratica la nostra personalità si ribella ed urla di fronte a questo evento via via che esso si ripete nella nostra vita… si tratta infatti di accettare il male compiuto e scegliere il bene, è una trasformazione che avviene infinite volte e progressiva, va a toccare gli aspetti della nostra coscienza non ancora trasformati e presuppone l’umiltà nel riconoscere il male compiuto e l’arrendevolezza, presuppone la rinuncia ad affermare la propria presunta superiorità, la propria ragione mentale, è un sacrificio che si compie per portare maggiore luce e bene superando il proprio egoismo.

Il superamento progressivo dell’egoismo ci porta ad una visione del mondo più integrata, più chiara nei suoi reali rapporti di forza, più equanime e disinteressata e per questo più oggettiva ed aderente al dharma.

Una delle facoltà che si sviluppano con il perfezionamento dell’energia legata ad Anja è il PERDONO; infatti maturare una reale conoscenza delle forze in gioco ci permette di assumerci le nostre responsabilità, sentire quanto peso ha la nostra personalità nel pretendere di aver ragione e di meritare un risarcimento e quindi di rinunciarvi non per senso di superiorità ma consapevoli che farci guidare dall’illusione (da una visione distorta della realtà) non è di alcuna utilità alla vita.